Best Makeup
Film premiato: Notturno
Regia: Lorenzo Nuccio
Motivazione della giuria
I volti di Notturno si raccontano al primo sguardo, credibili senza sforzo: il trucco, perfettamente in linea con il carattere dei protagonisti, mostra senza bisogno di parole la natura del loro lavoro. Una scelta impeccabile per un film che vive tutto dentro un’unica location, il bus, dove ogni dettaglio del volto deve bastare a sé stesso.
Best Costume Design
Film premiato: Dream Up the Title
Regia: Klaudia Fortuniak
Motivazione della giuria
Onirico e reale si sfiorano continuamente: così come la protagonista modifica la propria vita per ciò che sogna, il suo costume la racconta come se non si fosse mai svegliata, regalando un’immagine splendente che si somma alla sua interpretazione stralunata. Un costume che non decora, ma definisce l’atmosfera di un film che si conferma surreale e meravigliosamente pazzo.
Best Production Design
Film premiato: A Sisyphean Task
Regia: Gus Flind-Henry e George Malcher
Motivazione della giuria
Un’intera classe è la protagonista di questo film che copre quasi un anno scolastico, mutando il proprio aspetto come una pelle che cambia con il passare del tempo e con lo stato d’animo della protagonista mostrando l’evoluzione emotiva di un gruppo attraverso ciò che è ordine e ciò che è caos. Uno spazio di confusione che però fa emergere quasi un dipinto dettagliato e coerente, capace di far immergere davvero lo spettatore nel mondo della scuola.
Best Sound
Film premiato: Rochelle
Regia: Tom Furniss
Motivazione della giuria
Un premio ai silenzi, ai passi strascicati, al rombo dei motori, la colonna sonora del non detto. Tutto ruota attorno a una cassetta bloccata nel lettore dell’auto, che torna a funzionare proprio nel momento della gara. Un sonoro che esplode come un segnale del fratello e amico che non c’è più, capace di farsi sentire a gran voce e accompagnare l’ultima corsa.
Best Editing
Film premiato: A Sisyphean Task
Regia: Gus Flind-Henry e George Malcher
Motivazione della giuria
Il compito impossibile di questo montaggio è tradurre in un cortometraggio un anno scolastico intero: complice la colonna sonora, il film alterna ritmi sospesi e serrati, dandoci l’illusione di crescere insieme agli studenti della classe 9K e, in particolare, alla protagonista, una docente che ha dato tutto per la scuola, combattendo contro ostacoli istituzionali e mancanza di fondi. Ogni stacco conduce a un climax capace di trasmettere lo stato d’animo di chi, esasperata, decide di lasciare.
Best Cinematography
Film premiato: Rhubarb Rhubarb
Regia: Kate McMullen
Motivazione della giuria
Una piantagione di rabarbaro illuminata a lume di candela diventa il luogo dove si misura la distanza tra due mondi: il chiaroscuro caravaggesco del lavoro sotterraneo e la luce piatta del turismo da smartphone. Quando l’ultima candela si spegne, la speranza muore anche per lo spettatore. Una fotografia che con pochissimi elementi immersi nel buio costruisce un linguaggio essenziale, capace di rendere visibile il senso di resa che le parole non dicono.
Best Original Score
Film premiato: Bifurcation
Regia: Jul Lignarska
Motivazione della giuria
Una colonna sonora che smette di accompagnare e diventa sceneggiatura essa stessa, fondendosi simbioticamente con le immagini. Racconta in note la salita e la discesa, la gioia e la perdita, come se la musica fosse un altro corpo in cui rifugiarsi per sfuggire a se stessi. Parte integrante della messa in scena, non semplice sottofondo.
Best Screenplay
Film premiato: What If They Bomb Here Tonight?
Regia: Samir Syriani
Motivazione della giuria
Uno script che porta lo spettatore dentro le mura domestiche di un conflitto vissuto in prima persona: il ritratto di una famiglia assolutamente normale, i cui dialoghi quotidiani stridono con i bombardamenti che fanno tremare le pareti e vibrare le finestre. La casa diventa il vero terzo personaggio: la finestra, sguardo sul mondo, si trasforma nel mondo stesso che impone dall’alto i propri dettami. Un film che denuncia l’assurdità della guerra nel modo più sussurrato e fintamente infantile, dichiarando il vero nemico con la stessa finezza nell’inquadratura finale.
Best Young Performer
Vincitore: Liu Yikai, in When the Tiger Roars
Regia: Lam Can-zhao
Motivazione della giuria
Un dodicenne diviso tra il bullismo scolastico e il silenzio col padre, restituito con sottrazione più che con enfasi. L’attore ci presenta una maschera quasi inviolabile, priva di espressione, che contrasta con il bullismo subito e che esplode in un attimo di rabbia quello che lo unisce alla tigre, co-protagonista invisibile del film.
Best Actress
Vincitrice: Miriam Margolyes, in A Friend of Dorothy
Regia: Lee Knight
Motivazione della giuria
Un’interpretazione che usa con parsimonia tutti i ferri del mestiere: la voce, lo sguardo, le rughe di un volto segnato dal tempo per restituire una donna sola che ritrova uno scopo nell’incontro con un ragazzo in cerca della propria identità. La consapevolezza di una vita che volge al termine diventa un passaggio di testimone verso una nuova generazione, mai patetica, sempre misurata. Un’eredità lasciata in gesti piccoli, non in grandi dichiarazioni.
Best Actor
Vincitore: Samuel Pock, in Adorer
Regia: Krystian Kuzański
Motivazione della giuria
Basta la sua sola presenza, anche in silenzio, a far temere il peggio. Samuel Pock costruisce un personaggio in equilibrio pericolosamente precario, sospeso tra lo sforzo di apparire normale e un’ossessione che cresce inquadratura dopo inquadratura. Un’interpretazione fredda che non rinuncia mai all’umanità del personaggio anche quando fa sussultare.
Best Student Director
Vincitrice: Klaudia Fortuniak, per Dream Up the Title
Regia: Klaudia Fortuniak
Motivazione della giuria
Uno sguardo capace di trasportare in un mondo caotico e affascinante, ironico e fragile. Un cortometraggio che conferma una forte maturità registica nella direzione degli attori e nell’intrecciare il reale con l’onirico: un mondo a colori e uno in bianco e nero che sul finale si mescolano in un’unica fotografia, come se il tempo si fermasse per un attimo, trovando finalmente una sintesi tra i due universi.
Best Production
Film premiato: Rochelle
Regia: Tom Furniss
Motivazione della giuria
Il cortometraggio ha un’impostazione cinematografica completa, senza trattenere nulla del potenziale offerto dalla storia: ogni scena, ogni location, ogni azione trova la propria piena realizzazione. Grandissima attenzione tecnica è riservata a Rochelle, l’automobile che è il vero cuore pulsante del film, di cui seguiamo ogni fase da relitto di una vita perduta a strumento di rivalsa e risoluzione. Il film non perde mai la sua dimensione intima, e trova il suo massimo potenziale nelle scene del demolition derby, che ci fa volare insieme alle mani del protagonista alla guida.
Best Direction
Vincitrice: Kate McMullen, per Rhubarb Rhubarb
Regia: Kate McMullen
Motivazione della giuria
La particolarità del film è la scelta registica di inserire in parallelo, per tutto il corto, le riprese di un’umanità caotica e superficiale in contrasto con la dimensione intima e notturna di una piccola azienda familiare di rabarbaro in declino. Una regia rigorosa, che non si perde in nessun virtuosismo e lascia splendere i personaggi con dolcezza nella loro tragedia, in una fiamma di ottimismo che si spegne insieme al padre. Tutto il film è permeato di una matericità che fa sentire il rumore e la sostanza delle cose: un ritorno alla terra con un’attenzione costante alla vitalità degli oggetti.
Social Impact Award
Film premiato: Choice
Regia: Marko Crnogorski
Motivazione della giuria
Un piano sequenza che si fa pugno nello stomaco: la giuria ha scelto di premiare il coraggio con cui il film affronta il diritto all’aborto come esperienza vissuta, non come tesi. Un Andromaca contemporanea schiacciata da un apparato che sostituisce la persona con il protocollo. Nessuna retorica, solo lo sguardo lucido su una solitudine che precipita verso l’esito peggiore e in quella caduta, una domanda universale sulle leggi che decidono dei corpi altrui.
Sicilian Roots
Film premiato: Husky
Regia: Vito Mistretta
Motivazione della giuria
Un cortometraggio di tesi ambizioso, che ha il coraggio di misurarsi con una pagina di storia siciliana: lo sbarco alleato del 1943, noto come Operazione Husky, raccontato come un viaggio intimo attraverso gli occhi del fotoreporter realmente esistito Robert Capa e di un soldato americano. Ci complimentiamo per il coraggio di gestire un genere e un tema così complessi con risorse limitate. Il regista dimostra competenze nel cinema di genere e nella costruzione di personaggi che potrebbero abitare un film americano, facendoli incontrare con maschere di personaggi siciliani, restituendo la sensazione di un naufragio in una terra aliena, popolata da persone capaci di comunicare con la loro apertura di spirito.
Anticorpi Award
Film premiato: Retirement Plan
Regia: John Kelly
Motivazione della giuria
Un’idea semplice che si fa parabola universale, capace di far ridere e commuovere nello stesso respiro. Ray stila una lista infinita di tutto ciò che vorrà aver fatto prima di morire, giustificandosi con l’idea che non sia ancora il momento di realizzarle, almeno fino alla pensione: l’immaginazione diventa il suo anticorpo per superare la paura della morte e riscoprire la gioia di vivere, il modo che corpo e mente trovano per non arrendersi alla vecchiaia. Un film d’animazione che sceglie la semplicità della composizione, in un montaggio ritmato che talvolta conferma e talvolta contrasta il flusso di pensieri della voce fuori campo, svelando un eccesso di ambizioni che già sappiamo non potrà mai realizzarsi. Resta una nota agrodolce: un essere umano che vuole fare tanto e dovrà accontentarsi di meno.
Audience award
Film premiato: Familiar Stranger
Regia: Ace Mahbaz
Motivazione della giuria
La Giuria Popolare assegna il premio a Familiar Stranger, cortometraggio che va oltre il tema della sordità per raccontare identità, memoria e la possibilità di abbattere barriere invisibili tra le persone. Attraverso l’incontro tra una ragazza segnata da un passato di “tramite” familiare e un uomo sordo dalla sensibilità nascosta, il film mostra come poesia, scrittura e disegno possano costruire ponti dove sembravano esistere solo distanze. La Giuria ne premia la delicatezza narrativa e la capacità di ricordarci che il vero ostacolo non è la diversità, ma lo sguardo con cui scegliamo di affrontarla.
Best Short Film
Film premiato: Rochelle
Regia: Tom Furniss
Motivazione della giuria
La giuria premia un film capace di tenere insieme comicità, cinismo e commozione senza mai perdere l’equilibrio. Rochelle mostra, più che raccontare, il lavoro sotterraneo dell’elaborazione di un lutto: un’auto da demolition derby come reliquia di un’assenza, un ragazzo che usa il sarcasmo come corazza. Fotografia, sceneggiatura e messa in scena si muovono all’unisono in una corsa che non promette un traguardo, solo la necessità di continuare a vivere.






























